“Eh….per arrivarci… devi fare il passo del Bracco!” questa frase che suona  come una maledizione e che non ha niente a che vedere col celebre gioco da bambini “Un-due-tre, stella!” fu l’ultimo e determinante fattore a farmi desistere dall’idea malsana di raggiungere Camogli in bici (700 metri di dislivello e 60km!) e ad optare invece per un comodo treno che in un’ora e mezza m’avrebbe portato a destinazione. Fu il giusto inizio per la parte rilassante della vacanza. Mi concessi il lusso di un b&b, a due passi dal centro, e fui scarrozzato e coccolato da una coppia di amici, uno dei quali originario del luogo. Quindi escursione a punta Chiappa e San Rocco, San Fruttuoso col Cristo sommerso, Genova (Zena per gli amici), in giro per i vicoletti del centro, e i paesini limitrofi e poi trofie al pesto, focaccie con cipolle, focaccie semplici, focaccie al formaggio e ultimi, ma solo perchè appartenenti alla categoria dolci, i Camogliesi al rum, vere minacce per la linea, bom bon in pasta di mandorle e cioccolato con un carattere prepotentemente liquoroso e boni da impazzire.
Questo piccolo paesino è un gioliello, con le sue casette in tromp-l’oeil, e le mille persiane colorate, la cura estetica per tanti piccoli particolari che valorizzano ogni dettaglio del luogo, le viette che si inerpicano con mille gradini sù e giù su questa rigogliosa e impervia costa. Simbolo di un fiero e mugugnoso popolo.