Per resistere al gelo del vagone decisi di utilizzare il sacco a pelo in dotazione dello starter kit della vacanza, e scoprii con rammarico il primo errore organizzativo: avevo comprato la taglia junior. Vabbé per ora andava benissimo come copertina, tanto che mi permise di schiacciare un pisolino. Mi destó l’altoparlante che avvisava che stavamo arrivando alla stazione di Napoli centrale e che, di conseguenza, stavo per perdere la coincidenza col treno per Salerno che sarebbe partito di lì a 10minuti. Dovevo ancora slegare la Vecchia, impacchettare il maledetto sacco junior, trovare la biglietteria e il binario! Mi colse una botta di adrenalina che mi fece scordare d’aver dormito solo 3 ore la notte prima e mi misi a pedalare come un forsennato poiché ovviamente il vagone bici era in coda. Nella foga scorsi un collega cicloturista che stava riponendo la sua bici nell’apposita sacca per il trasporto in treno. Ora serve una breve nota per spiegare questa cosa. Trenitalia permette due modalitá di trasporto della bici: sui regionali deve essere stipata nell’apposito vagone e si deve pagare un supplemento. Negli intercity ed eurostar la bici puó seguire il passeggero, ma solo se smontata di ruote e sellino ed inserita nell’apposita sacca. La sacca costa dai 50€ ai 90€ e piegata é cosí ingombrante e poco pratica che deve averla progettata un ingegnere di trenitalia. Me lo vedo durante quella riunione in cui decretò:” e va bene, va bene, possono portarla la bici, ma solo dentro una sacca che piegata sia piú grande della bici stessa. ‘Libera circolazione di uomini e mezzi’ sí ma con dolore eccheccazzo! Sennó questi ci invadono i treni!” Viste le mie origini marchigiane non mi andava giú di pagare sta tassa implicita, diedi cosí retta ad un caro amico che soffre della sindrome di McGyver e trovato un articolo su internet decisi di autoprodurla. Riporto di seguito l’articolo per l’estrema riconoscenza verso l’autore del sito e per far capire il tipo di oggetto:
http://emozioneavventura.blogspot.it/2011/01/come-costruire-una-sacca-porta-bici.html?m=1
Essendo un cicloturista alle prime armi, abituato a viaggiare solo con regionali, non mi fidavo molto di questa modalitá e, nonostante avessi incluso la sacca nello starter kit, me la tenevo come ultima chance. Chiesi cosí al collega se la cosa funzionava davvero o era la solita cazzata di trenitalia. Quello, che non era italiano, mi mandó a cagare nella sua lingua. D’altronde avevo sempre addosso i ciclisti col bozzo dietro invece che davanti, non lo biasimo. Tornai a cercare, ancora piú in ritardo, dove acquistare il biglietto. Scoprii che a Napoli si poteva trovare in un tabacchi o un centro scommesse.
Andai dritto verso un poliziotto e mentre questo mi intimava a scendere dalla bici che in stazione la si doveva spingere a mano, lo zittii chiedendogli quasi urlando dove stava il tabacchi. Quello doveva essere un infiltrato di trenitalia perché quando raggiunsi il negozio era chiuso. Trovai un edicola col metodo Katzo, dove l’edicolante mi rimpalló ad un Sisal. La signora dietro al bancone, mentre mi staccava l’agognato biglietto, faceva no con la testa, “guarda che tra poco parte”. Nella frenesia il tabellone delle partenze mi era diventato incomprensibile. Iniziai a correre avanti e indietro, sempre spingendo la bici a mano, e chiedendo a chiunque da dove diavolo partiva sto treno. Solo un altro infiltrato di trenitalia distaccamento Pakistan peró, mi diede l’indicazione, sbagliata, di un intercity notte. Quando scoprii il vero binario il mio regionale stava partendo e a nulla servirono le mie urla di sudore.. mi restavano due possibilitá prendere il successivo o tentare la carta sacca hand made. Non ebbi il tempo per pensare, feci il biglietto intercity in stato si trans, mi misi a smontare la bici, e a ricostruire la sacca le cui parti erano sparpagliate nelle borse per motivi logistici. Avevo solo 10 minuti e mentre ero tutto sudato a capire come ricomporre il tutto, il cicloturista ricco, con la bici comodamente custodita nella sua bella sacca ufficiale mi sfiló davanti e salí sul mio intercity.
La provvidenza prese le sembianze di un ragazzo che mi chiese informazioni sul trasporto di bici in treno e si fermó a darmi una mano a smontare: la Vecchia non voleva saperne di mollare la ruota dietro. Se sei in ascolto grazie fraté, ovunque ti sia! Riuscii a fare un pacchettone e lo buttai alla peggio dentro un vagone, il capotreno non disse nulla, ce l’avevo fatta! Alla faccia tua ingegnere maledetto di trenitalia!