Pomeriggio e serata trascorsi in questo paese mi diedero modo di riscoprire e conoscere alcune tradizioni locali. Al primo posto il culto della convivialitá. Mentre ero ancora alle prese con il montaggio della tenda, alla piazzola accanto una riunione di tre o quattro nuclei familiari si mise a tavola per affrontare una meravigliosa (almeno dall’odore) pasta con i ricci, cucinata sui fornelli sa campeggio! Chapeau.
Sulla spiaggia squadroni di famiglie agguerrite sembrava  facessero a gara a chi fosse piú organizzato armati di borse frigo ricolme di leccornie. Avevano costruito infatti vere e proprie installazioni militari con gazebo, tavoli, sedie e sdraio.
In tarda serata invece andai al paese e lí osservai un’altra curiosità, una messa all’apero al calar del sole. Davanti al sagrato trovava posto un altare e sul piazzale antistante, si ammassava la folla di fedeli alcuni dei quali seduti sulle proprie sedie pieghevoli portate da casa. Mentre, poco piu in lá, passava la strada con il traffico locale, bambini giocavano sul marciapiede ed altri meno fedeli passeggiavano chiacchierando indifferenti.
Altro cosa che attiró la mia attenzione fu l’abitudine delle macellerie locali, aperte ovviamente fino a sera tardi ad avere a disposizione un grill con cui cucinarvi qualunque carne scegliate dal banco o ad offrire immancabile pollo allo spiedo.
Quella sera non riuscii ad assaggiare la curiosa “bomba” purtroppo, ma sapevo di avere ancora tempo.
Mi ritirai in campeggio che era passata mezzanotte, ma per gli abitanti del posto che continuavano a passeggiare, chiacchierare e soprattutto mangiare, sembrava che la notte dovesse ancora iniziare.
Piú che per le pedalate il mio corpo non era pronto per lo spirito di festa dei salentini!