Dopo un giorno e mezzo di riposo, rinfrancato dal mare cristallino tarantino, ero pronto a rimettermi in sella. Il programma prevedeva 50km di litoranea per arrivare nei pressi di Torre Lapillo. Sapendo del sovraffollamento dei campeggi della zona durante la settimana di ferragosto, la sera prima chiamai entrambe le possibilitá che mr Google m’aveva segnalato. Il primo campeggio squillava a vuoto, l’altro era pieno. La situazione non era proprio delle migliori quindi, ma avevo la sensazione che una soluzione si sarebbe trovata. Mi concessi una colazione al bar. Il proprietario che mi aveva visto in difficoltá ad incatenare la Vecchia, prima mi prese in giro dicendo che potevo evitare tutta quella procedura, dato che la bici la potevo controllare tranquillamente da dentro il bar, poi mi riempì di domande sghignazzando ad ogni risposta. Tornato alla mia Vecchia me lo trovai accanto mentre toglievo la catena che controllava tutta l’attrezzatura. “Ahahah anche il gps” – sottolineó. Quanto meno gli rallegrai la giornata.
La litoranea salentina la trovai perfetta. Grazie al limite di velocitá di 50km/h per le autovetture, e alla presenza di tanti altri ciclisti, mi sentii al sicuro. In piú in alcuni paesini trovai con stupore alcuni tratti ciclabili. Il paesaggio era splendido, soprattutto il tratto della marina di Lizzeto, che offriva la vista di un mare trasparente, che metteva in risalto i colori del fondale, ora roccioso ora sabbioso. Non conoscevo per niente questa parte della puglia e devo dire che ne rimasi estasiato. Mentre pedalavo sorridendo soave come Polly Anna, mi vidi accostare da una macchina di carabinieri che s’avvicinava richiamando col clacson la mia attenzione. Mi si geló il sangue, che diavolo avevo potuto combinare? Mi girai con un sorriso angelico e vidi il mio sacco a pelo junior in mano al carabiniere, che sporgendosi dal finestrino della macchina, me lo stava sventolando davanti alla faccia. Afferrai incredulo il sacco a pelo. “La prossima volta lo leghi meglio!” Disse. Senza neanche fermarsi se ne andarono via. Un altro punto a favore della correttezza umana.
Dopo una trentina di km il telefono-gps stava esaurendo la batteria e anche io avevo necessitá di ricaricare le energie. Sulla strada notai un bar-ristorante proprio di fronte un’altra spiaggia meravigliosa. Sembrava decisamente accogliente cosí decisi di fermarmi. Lí ebbi la mia prima esperienza di quanto sanno essere accoglienti in questa terra. Questa volta non notai il solito sguardo a metá tra la derisione e lo scetticismo, ma una simpatica curiositá complice. Piero* l’affabile proprietario mi diede asilo sotto l’ombra di uno dei suoi tavoli e tra una chiacchiera e l’altra mi offrí dei fichi buonissimi, e del pane caldo appena sfornato, fatto proprio da lui, insieme a dei pomodori. Ci sono incontri che ti ricaricano l’anima (e in questo caso anche lo stomaco) e per uno che vive in una cittá dove il contatto con gli altri per lo piú é uno scontro, e si vive nella certezza che se il vicino ti offre qualcosa ha un qualche bieco secondo fine, questi ti lasciano qualcosa di speciale: una scintilla di fiducia.
Insomma se passate nei paraggi di San Pietro in Bevagna* fermatevi da “Tutti frutti” che se fanno la pizza buona come il pane non vi deluderá.
Le chiacchiere con Piero ebbero anche un altro risvolto positivo. Visto lo splendido mare, e visto che ero ancora orfano di un posto per dormire, gli chiesi se ci fossero dei campeggi nelle vicinanze. Mi rispose una signora, la produttrice dei fichi, che me ne segnaló uno a due km nella direzione che stavo percorrendo, non molto distante dalla mia destinazione, Torre Lapillo che mi diceva essere invece a dieci km. Mi resi conto solo riacceso il gps che i due km in realtá erano sei e i dieci qualcosa piú di venti! Insomma i km di questa tappa rischiavano di ridursi davvero troppo: il giorno dopo era prevista la successiva e sarei morto sotto il sole salentino! Ma siccome é meglio un uovo oggi, trovai comodamente posto nel campeggio Aurora loc. San Pietro in Bevagna.

(*) Piero se troverai qui o altrove sul sito errori geografici e toponomici, o se ricordassi male il tuo nome lasciami un commento a pubblico ludibrio. A me peró l’attenuante che il sole salentino picchia davvero tanto! un saluto affettuoso